L’Italia vista dal mondo: L’Italia è ancora divisa dopo la morte di Eluana
Pubblicato da valeand su luglio 3, 2010
La morte, lunedì sera, di questa giovane donna che si trovava in stato vegetativo da 17 anni, non ha messo fine al dibattito sull’eutanasia, all’interno della classe politica e della società.
All’indomani della morte di Eluana Englaro, l’italiana di 38 anni che viveva da 17 in uno stato di coma vegetativo, nel paese gli animi non si sono ancora del tutto placati.
Il primo a partire all’attacco è stato il presidente del Consiglio in persona. Sulla stampa, silvio berlusconi, rimprovera soprattutto il presidente Giorgio Napolitano per aver rifiutato di firmare un decreto d’urgenza volto a “salvare” Eluana.
«Eluana non è morta di morte naturale, è stata assassinata, è stata ammazzata mentre (i senatori) si accingevano a discutere sulla costituzionalità del progetto di legge del governo» che mirava a vietare la sospensione della sua alimentazione, si è rammaricato il leader conservatore. «Sono sereno perché ho fatto ciò che era giusto», ha poi aggiunto in un’intervista al quotidiano di destra Libero. «Eluana è stata uccisa» e «adesso vogliamo sapere tutto» ha anche scritto Avvenire, il quotidiano della Conferenza Episcopale Italiana.
Fin da lunedì sera, gli animi hanno cominciato ad infiammarsi davanti alla clinica di Udine (Friuli), dove Eluana è deceduta poco più di tre giorni dopo la sospensione della sua alimentazione autorizzata dalla Corte di Cassazione. C’è stato bisogno, in particolare, dell’intervento della polizia davanti all’edificio, per evitare qualsiasi scontro tra i sostenitori e gli oppositori della lotta per il diritto di morire.
Prevista l’autopsia
La destra, la Chiesa cattolica, il Vaticano e tutti gli avversari dell’eutanasia hanno accusato in coro la famiglia di Eluana, la giustizia ed il presidente della Repubblica di averla uccisa.
«Che il Signore la accolga e perdoni coloro che l’hanno portata fin lì» ha replicato il “ministro della salute” del Vaticano, il cardinale Javier Lozano Barragan. Qualche giorno fa, il Papa Benedetto XVI in persona aveva definito l’eutanasia «una soluzione indegna dell’uomo».
L’opposizione di sinistra ed i movimenti laici che avevano intensificato le manifestazioni di sostegno alla famiglia Englaro hanno annunciato che avrebbero sospeso ogni manifestazione pubblica «come segno di rispetto per la morte di Eluana».
Quest’episodio ha diviso anche l’opinione pubblica : il 47% degli italiani, secondo il politologo Renato Mannheimer, erano favorevoli alla sospensione delle cure. Altrettanti erano del parere contrario ed un 6% non si pronunciava.
La morte di Eluana è stata annunciata lunedì sera mentre il Senato era riunito per approvare d’urgenza un progetto di legge che avrebbe costretto i suoi medici a ricominciare ad alimentarla. I senatori hanno osservato un minuto di silenzio in sua memoria, per poi insultarsi, arrivando quasi alle mani.
Maggioranza ed opposizione al Senato sono tuttavia riuscite a mettersi d’accordo nella notte sulla necessità di giungere entro due settimane ad un voto su una legge che regolamenti la fine della vita. L’eutanasia, in Italia, è illegale, ma il paziente ha il diritto di rifiutare le cure.
I militanti cattolici contrari al diritto di morire hanno richiesto un’autopsia ed un inchiesta giudiziaria, per comprendere perché Eluana Englaro sia morta così rapidamente, quando il suo medico personale ancora lunedì dichiarava che ci sarebbe stato bisogno di attendere due settimane per il suo decesso. La Procura di Udine ha confermato che questa autopsia ci sarà, senza specificarne la data. Secondo i suoi medici, il decesso sarebbe stato provocato da un’insufficienza renale seguita da un’insufficienza respiratoria e da un arresto cardiaco.
J.C., da Lefigaro.fr ,10/02/2009 ore 15:45.
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Traduzione: Carmine Valentino

