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L’Italia vista dal mondo: Venezia coca-colizzata dal suo sindaco?

Pubblicato da valeand su giugno 26, 2010

È il titolo choc (La coca-colizzazione di Venezia) scelto la scorsa settimana da Francesco Arrigoni, giornalista del Corriere della Sera, per commentare, alla stregua di numerosi suoi colleghi, la controversa decisione del sindaco di Venezia, di scegliere Coca Cola come sponsor e “mecenate” di una delle città più celebri del mondo, la più visitata in Italia dopo Roma e Firenze.

Decisione scandalosa secondo alcuni, semplice realpolitik per altri. Il sindaco di Venezia, Massimo Cacciari, erudito – filosofo – dalla florida barba, ha stizzosamente spazzato via in un sol colpo le critiche, ricordando la necessità di rimpinguare le casse in un modo o nell’altro per evitare il fallimento, senza sottilizzare sulla provenienza dei soldi ed ha invitato i suoi detrattori a metter mano al portafoglio, se solo avessero voluto.

Venezia, “la serenissima”, e celeberrima per la sua laguna, il suo carnevale, le sue gondole, i suoi ponti, il suo mare che sembra danzare… è stata dichiarata patrimonio dell’umanità dall’Unesco nel 1979. Pur contando appena 60.000 abitanti (nel centro “storico”), questa città mitologica, così particolare e suggestiva, ospita ogni anno più di 20 milioni di turisti. Ma essa fatica a trovare i finanziamenti necessari per il restauro e la conservazione del suo straordinario patrimonio, ma anche per la lotta contro l’acqua alta, visto che l’aumento del livello delle acque sembra inesorabile (anche quest’anno è stato battuto un record).

Questa “sponsorizzazione”  le permetterebbe quindi di incassare 2,1 milioni di euro per cinque anni, oltre ad alcune royalty sulla vendita di lattine e snack, installando in città 60 distributori, previsti in diversi luoghi non “turistici” (sugli imbarcaderi dei celebri vaporetti, il mezzo di trasporto acquatico di Venezia, all’interno del garage comunale e sulla terra ferma). Il celebre logo non dovrebbe essere visibile – ed i distributori ne dovrebbero essere ben distanti – dal ponte del Rialto, da Piazza San Marco o dal Palazzo dei Dogi.

Le polemiche sono state numerose. Altre all’accusa di “vendere”  Venezia per una manciata di euro (tutto è relativo!) e di rischiare una pericolosa deriva che la farebbe assomigliare più alla sua parodia da cartolina made in Las Vegas (il giornalista Arrigoni dixit), i denigratori dell’accordo ricordano anche il peso di tali distributori ( 400 Kg, a quanto pare) su imbarcaderi già messi a dura prova. Essi sottolineano anche come Coca Cola rischi di diventare onnipresente, godendo del privilegio di organizzare due cene di gala all’anno, alla Fenice ed al Casinò, e di occupare un posto importante sulle tribune della Regata Storica organizzata ogni anno sul Canal Grande. Vi lascio immaginare la reazione dei bar che hanno gridato alla concorrenza sleale…

Stando alle ultime notizie, di fronte alla grande portata delle critiche, Cacciari ha fatto (leggermente) marcia indietro ed ha “congelato” l’accordo, accettando di lanciare una gara d’appalto per esaminare le proposte di altri candidati che dovranno tenere conto della “salvaguardia del patrimonio architettonico veneziano”.

Ma, qualunque sia lo sponsor scelto, qualcuno ha ricordato che questa decisione è anche da mettere in parallelo con una “gestione” molto manageriale di Venezia, presa d’assalto da un turismo di massa predatorio, spesso sfrontato e sempre meno tollerato dai residenti. Costoro si lamentati tra l’altro del fatto che “il” turista generalmente non si preoccupa neanche di imparare a dire (almeno) grazie e provoca mostruosi “imbottigliamenti” nei vaporetti, senza inoltre degnarsi mai di cedere il proprio posto alle donne incinte o agli anziani. Dato che i turisti sono una manna finanziaria, si è deciso di multarli (in ogni senso) sempre di più.

È stata così dichiarata una guerra senza quartiere a coloro che danno da magiare ai piccioni (a piazza San Marco), gli escrementi dei quali corrodono i monumenti: gli amici dei colombi , che dovranno pagare una contravvenzione, sono stati esplicitamente definiti come sciocchi deficienti, da parte del corrucciato sindaco, che è uno che gira spesso a piedi per la sua città. I luoghi più visitati sono stati disseminati di manifesti “manteniamo pulita la città”, passeggiare a torso nudo (come se si stesse rilassati sulla spiaggia) d’ora in poi viene sanzionato e mangiare panini e pizze bivaccando in Piazza San Marco e dintorni è vietato, pena una salata multa. Espletare impudicamente un bisogno urgente in mezzo alla strada (dopo aver bevuto troppa coca-cola?) era già difficile, poiché gli angoli delle principali calli (strade veneziane) erano (intelligentemente) pensati per far finire il vilipeso liquido direttamente sui piedi del cafone, ma d’ora in poi i bagni pubblici saranno accessibili per 3 euro, previo acquisto della “pipì card” venduta ai turisti (i Veneziani beneficiano di uno sconto se sono abbonati).

Le tariffe dei vaporetti (6,50 euro ogni corsa per i non residenti!) e dei parcheggi sulla terra ferma sono esorbitanti e cosa dire della proliferazione di ristoranti con menù redatti in 15 lingue, che propongono una cucina (molto) vagamente italiana/veneziana e a prezzi folli (e che vengono accuratamente evitati dai residenti)… è il prezzo del successo di questa città dal fascino unico ma fragile?

In ogni caso, coca o non coca, cara o no, ospitale o meno nei confronti dei turisti, il suo scenario naturale, i suoi tesori artistici, la sue piccole calli strette e deserte appena ci si allontana dai percorsi canonici, i suoi colori, le sue osterie tipiche ed accoglienti, quando si sa come trovarle, i suoi gustosi cicchetti e le sardine in saor, i suoi nomi che terminano per consonante (“in”, “on”, “er”…) ed la sua atmosfera così particolare continuano ad esercitare una forza d’attrazione irresistibile su tutto il mondo ( e sull’autrice di queste righe, dal cognome “quasi” veneziano…). Non perdetevi la gioia, pur comodamente seduti sulla vostra sedia, dello spettacolo delle diapositive!

Eve Mongin, avvocatessa francese residente a Perugia.

Dal blog : Andiamo! (http://andiamo.blogs.liberation.fr/mongin/), un blog di Libération.fr, 05/03/2009, ore 09 :

Link al post originale:

http://andiamo.blogs.liberation.fr/mongin/2009/03/venise-coca-col.html#more

Traduzione Carmine Valentino

Una Risposta to “L’Italia vista dal mondo: Venezia coca-colizzata dal suo sindaco?”

  1. Walter Fano detto

    Troppo facile sparare su Venezia… troppi i problemi da affrontare, non si possono riassumere in un post…
    in ogni caso il mecenatismo è sempre esistito, la maleducazione idem…

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