L’italia vista dal mondo: Nel 1917, Mussolini era un agente dei servizi segreti di Sua Maestà
Pubblicato da valeand su maggio 16, 2010
L’Inghilterra, oltre che per le straordinarie regine e per gli enormi pudding (specialità alimentari inglesi, ndt), è rinomata anche per i suoi agenti segreti, le cui imprese hanno ispirato il cinema e la letteratura. Cosa ne penserebbe oggi George Smiley della “talpa” Benito Mussolini, reclutata dal servizio di controspionaggio MI5 nel 1917? La realtà supera l’immaginazione, avrebbe certamente detto il personaggio di John Le Carré. A detta di Peter Martland, storico dell’università di Cambridge, durante la prima guerra mondiale, il futuro dittatore fascista ricevette l’equivalente di 6400 euro a settimana per adoperarsi a mantenere l’Italia al fianco degli Alleati. Dopo il ritiro della Russia bolscevica, il Regno Unito temeva che l’Italia, poco affidabile, firmasse in segreto un armistizio separato con gli imperi centrali.
È questo il motivo per cui, a partire dall’autunno del 1917 e per almeno un anno , il futuro Duce venne pagato 100 lire sterline a settimana per scrivere sul suo giornale alcuni articoli in favore della Triplice Intesa. Mussolini aveva promesso al suo agent handling (funzionario dei servizi segreti che è in contatto con le spie, ndt) che avrebbe anche potuto mobilitare alcuni vecchi combattenti per picchiare i pacifisti.
L’ «onorevole corrispondente» del «Cinque» non aveva proprio nulla di onorevole. Quelle informazioni che ha fornito a Londra, infatti, Mussolini le aveva lette sulla stampa o le aveva sentite in occasione di qualche banchetto. La recluta assomigliava ad un agente segreto delle fiction: dilettante, spendaccione, e soprattutto gran seduttore. “Ho il sospetto che Mussolini, che era conosciuto come un grande donnaiolo, abbia speso una buona parte dei soldi per le sue amanti”, afferma Peter Martland, che ha trovato le tracce dei pagamenti negli archivi di Samuel Hoare, che all’epoca era il rappresentante dell’ MI5 a Roma.
Invasione dell’Abissinia
In seguito, l’ MI5 ha preso coscienza delle reali intenzioni della sua ex recluta, arrivata al potere nel 1922. Secondo il libro The Defence of the Realm (“La Difesa del Regno”), storia ufficiale dell’ MI5 recentemente pubblicata, a partire dal 1936, l’agenzia avrebbe avvertito Downing Street dell’inutilità delle trattative con Hitler e Mussolini. Nel libro, l’autore, Christopher Andrew, rivela in particolare le prove delle intenzioni bellicose dei due dittatori, che furono fornite al controspionaggio da un diplomatico tedesco antinazista di stanza a Londra.
Divenuto ministro degli esteri, Samuel Hoare aveva dato man forte a Mussolini durante l’invasione italiana dell’Abissinia (Etiopia) nel 1935. Insieme al primo ministro francese, Pierre Laval, il segretario di Stato del Foreign Office (ministero degli esteri inglese, ndt) aveva proposto un piano di spartizione del paese favorevole a Roma. La polemica che ne seguì costrinse però questo fautore della conciliazione alle dimissioni.
Marc Roche (corrispondente da Londra)
Da LeMonde. Fr, 15/10/2009, ore 15,35
Traduzione di Carmine Valentino

