L’Italia vista dal mondo: “Italia: smantellata una rete di trafficanti di armi verso l’Iran”
Pubblicato da valeand su marzo 13, 2010
Mercoledì 3 marzo, in Italia, la polizia ha annunciato di aver arrestato, con l’accusa di esportazione illegale di armi verso l’Iran, cinque italiani e due iraniani, questi ultimi sospettati di appartenere ai servizi segreti del loro paese. Altri due iraniani, destinatari di mandati d’arresto nell’ambito della stessa inchiesta, si trovano in Iran, secondo quanto afferma il procuratore antiterrorismo Armando Spataro, in occasione di una conferenza stampa a Milano.
Uno dei sospetti fermati, un giornalista iraniano accreditato a Roma presso il club della stampa straniera, è una presunta spia, al pari dei suoi tre connazionali, “ considerati – come spiega la polizia - membri dei servizi segreti iraniani”. Uno dei cinque italiani risiede abitualmente in Svizzera, un altro è un avvocato di Torino, dirigente di un’azienda di import-export di armi. Secondo il colonnello della Guardia di Finanza Vincenzo Andreone, quest’ultimo, in Iran, ha avuto “ contatti con alti responsabili dell’esercito”. Tutti sono stati arrestati nell’ambito dell’operazione Sniper, condotta nel corso della notte in varie città.
“UN INCHIESTA DI NOTEVOLE IMPORTANZA”
“Si tratta di un’inchiesta di notevole importanza, perchè riguarda tutta la comunità internazionale”, ha spiegato il procuratore Spataro, sottolineando che l’operazione arriva a conclusione di un’indagine durata otto mesi. La polizia ha reso noto di aver collaborato con le autorità britanniche, svizzere e romene, ed interrotto alcune consegne di materiale ottico di origine tedesca e di giubbotti speciali per uso militare.
Il traffico esisteva “almeno dal 2007“ ed era fondato su un sistema triangolare. Gli imprenditori si procuravano legalmente – in Europa, ed in particolare in Germania - le armi che venivano loro commissionate dall’Iran, poi le inviavano in Gran Bretagna, Svizzera o Romania, ed infine, tramite altre società, verso l’Iran, passando talvolta per Dubai.
Tutto è cominciato con una richiesta di controllo, da parte delle autorità doganali romene, sulla regolarità delle armi esportate. Contemporaneamente, sono stati sequestrati 200 mirini ottici in Romania e 100 a Londra. “La commessa – ha specificato Vincenzo Andreone – riguardava 1000 mirini, di cui 150 erano già stati spediti in Iran, passando per la Svizzera. Il nostro intervento ha inoltre permesso di interrompere la fornitura di giubotti di equilibratura per l’immersione subacquea per uso militare”. L’operazione ha anche permesso di bloccare i preparativi per la vendita all’Iran di una grossa quantità di proiettili anticarro prodotti in Bulgaria e nei paesi dell’ex-URSS, e di materiale chimico esplosivo (zirconio e nichel).
VIOLAZIONE DELL’EMABRGO INTERNAZIONALE
Secondo Armando Spataro, ci sono due specifiche violazioni della legge: l’esportazione di armi verso l’Iran malgarado l’embargo internazionale e la vendita all’Iran di armi “dual use”, cioè per uso sia civile che militare. Il procuratore ha sottolineato come “Le nostre indagini sono state complesse, perché i trafficanti giocavano sull’ambiguità tra armi per uso civile ed armi per uso militare”.
Il procuratore ha affermato, inoltre, che l’inchiesta ha portato i suoi frutti grazie all’utilizzo intensivo delle intercettazioni telefoniche, schierandosi dunque in favore di questo sistema che in Italia viene messo parzialmente in discussione da un progetto di legge. Armando Spataro si è poi complimentato con la polizia giudiziaria di Berna, dato che uno degli italiani arrestati risiedeva in Svizzera, e con le autorità britanniche, che hanno arrestato un inglese coinvolto in questo traffico.
Da LeMonde.fr, in collaborazione con AFP et Reuters, 03/03/2010 ore 16,41.
Traduzione di Carmine Valentino

