L’Italia vista dal mondo: Sant’Ambrogio, l’ultima arma di Dario Fo
Pubblicato da valeand su Ottobre 18, 2009

Lui, 83 anni si stava dedicando alle lezioni sull’arte drammatica ; lei, 80 anni, è stata europarlamentare. Per il loro ritorno sulla scena, al Teatro Piccolo di Milano, la loro città, Dario Fo e sua moglie, Franca Rame, hanno scelto di reinterpretare la figura del santo fondatore del capoluogo lombardo, in uno spettacolo intitolato Sant’Ambrogio e l’invenzione di Milano (dal 6 all’11 ottobre). Ma forse sarebbe meglio dire Milano e l’invenzione di Sant’Ambrogio…
Perché per Dario Fo e sua moglie, che già in passato sono stati bersaglio della Chiesa, Sant’Ambrogio (versi 340-397) non sarebbe altri che l’inventore dell’espressione “solo il furto ha fatto nascere la proprietà privata”. “Un vero e proprio comunista ante litteram”, come ha rivelato al quotidiano milanese Il Corriere della Sera. Ma per il drammaturgo, instancabile detrattore di Silvio Berlusconi, la cosa più bella è il fatto che alcuni elementi biografici di Sant’Ambrogio riecheggiano un po’ la situazione attuale del presidente del Consiglio, nato a Milano ed ingarbugliato in alcuni scandali privati di cui si rifiuta di ammettere l’esistenza.
Inventivo, beffardo ed un po’ provocatore, Fo racconta : “Ambrogio ha vissuto una vita straordinaria. Tanto per cominciare, non era né battezzato né prete quando fu nominato vescovo di Milano. Nato in una famiglia ricca, era un agnostico. Colto, ottimo organizzatore, dotato per le questioni amministrative, arrivò a Milano come Console. Alla morte del vescovo Aussenzio, Ambrogio fu chiamato a fare da arbitro tra diverse fazioni. Ci riuscì così bene che la folla lo nominò vescovo e lo acclamò”.
Un capo della Chiesa eletto dalla sua base: un tema che non poteva non attrarre questo compagno di strada della sinistra italiana. Tanto più che il seguito della storia mantiene le promesse iniziali. Ambrogio, che non voleva quest’onore, organizzò un’orgia per dimostrare di esserne del tutto indegno. Arrestato, si rivolse di nuovo ai Milanesi e confessò le sue colpe.
“È un po’ come se avesse risposto alle domande del quotidiano La Repubblica”, scherza Dario Fo, riferendosi alle domande poste dal quotidiano al capo del governo dopo le rivelazioni sugli scandali. La confessione della colpa gli valse l’assoluzione: “Sei proprio tu che vogliamo, ribatterono i cittadini. Un uomo che ammette i suoi peccato non è un ipocrita”. Ambrogio si spogliò quindi del suo patrimonio ed accettò l’incarico. Il messaggio è chiaro: il milanese Silvio Berlusconi deve prendere qualche lezione anche dall’inventore di Milano, oltre che dall’inventore di Sant’Ambrogio.
Philippe Ridet (corrispondente da Roma)
Da LeMonde.fr, 03/10/2009, ore 18,26
Traduzione Carmine Valentino
