L’Italia vista dal mondo: Il Parlamento italiano approva un controverso provvedimento di amnistia fiscale
Pubblicato da valeand su Ottobre 18, 2009
Il Sole 24 Ore, il grande quotidiano economico italiano sostenuto dalla Confindustria, ha pubblicato lunedì 5 ottobre una “Guida all’amnistia fiscale”. Che sembra destinata al successo, dopo che, venerdì, il Parlamento ha approvato definitivamente un controverso provvedimento di amnistia. Pagando una tassa del 5%, gli italiani potranno rimpatriare capitali, immobili, titoli finanziari, yacht e gioielli. Inoltre, lo Stato amnistia anche alcuni reati come il falso in bilancio. Gli intermediari finanziari non saranno più obbligati, in caso di sospetto riciclaggio di denaro, ad avvertire le autorità.
« Abbiamo un sacrosanto bisogno di soldi » per la salute e la ricerca, ha spiegato Silvio Berlusconi prima del voto, difendendone il “realismo”, mentre la sinistra, l’Associazione nazionale dei magistrati ed il settimanale cattolico Famiglia Cristiana denunciano “lo Stato mafioso”, un “vergognoso regalo” ai truffatori e un “insulto alle persone oneste”.
La guardia di finanza stima in 300 miliardi di euro l’ammontare dei patrimoni transalpini all’estero, di cui 125 sarebbero in Svizzera (soprattutto nelle banche della zona di Lugano), 86 in Lussemburgo e… 2 miliardi nella Repubblica di San Marino. Il ministro dell’economia, Giulio Tremonti, ha giustificato così il colpo di spugna giudiziario: “Non si poteva correre il rischio che per gli imprenditori fraudolenti, il ricorso all’amnistia fosse sinonimo di un’autodenuncia, che equivarrebbe ad una forma di suicidio”. Secondo la stampa italiana, la frode fiscale è praticata soprattutto dagli abitanti della laboriosa Italia settentrionale.
Durante il primo voto alla Camera, alcuni parlamentari di sinistra avevano abbandonato l’Emiciclo per protestare contro il provvedimento. Alcuni non esitano a definire l’Italia meno virtuosa “del cartello di Medellin”… Giovedì, l’ex giudice Antonio Di Pietro, leader del partito dell’Italia dei Valori, si è travestito da mafioso da operetta (con coppola e sigaro) per denunciare un “assegno in bianco” alla criminalità organizzata. Ironia della sorte, se l’opposizione fosse stata al completo per il voto definitivo di venerdì, avrebbe potuto bocciare il provvedimento.
Resta da sapere quanto esso renderà allo Stato italiano, che è il più indebitato d’Europa. Le due amnistie precedenti (2000 e 2002) avevano fruttato due miliardi di euro. Tremonti si rifiuta di fare previsioni, spiegando che la somma di 300 miliardi di evasione non può essere considerata come base di calcolo. “In questa cifra” ha dichiarato “ sono compresi fondi prodotti dalle attività criminali che non rientreranno mai in Italia, con o senza amnistia”. Una buona sorpresa per il governo: l’intensificazione della lotta contro l’evasione decisa qualche mese fa ha permesso al fisco di rimettere le mani su quasi 4 miliardi di euro.
Philippe Ridet
Da LeMonde.fr, 05/10/2009, ore 15,41.
Traduzione Carmine Valentino
