L’Italia vista dal mondo: In Italia, Silvio Berlusconi si improvvisa direttore dei palinsesti
Pubblicato da valeand su Settembre 24, 2009
La trasmissione « Porta a Porta », trasmessa martedì 15 settembre sul primo canale della televisione pubblica (Rai Uno), e presentata da Bruno Vespa, giornalista ben disposto nei riguardi del potere, aveva tutte le carte in regola per ottenere buoni ascolti. Il tema – l’inaugurazione delle prime case antisismiche per gli sfollati del terremoto dell’Aquila del 6 aprile – e l’ospite, Silvio Berlusconi in persona, avrebbero dovuto garantirne il successo. Ma, come se non bastasse, il presidente del consiglio italiano, infangato dagli scandali sulla sua vita privata, è riuscito a convincere i dirigenti di Rai Due, a rinviare di 48 ore un’altra trasmissione, “Ballarò”, dagli accenti ben più polemici e che in origine avrebbe dovuto fare concorrenza alla sua performance.
Senza ulteriori sforzi, ha poi fatto piazza pulita anche su uno dei suoi canali televisivi, rimandando di alcuni giorni la messa in onda del dibattito che avrebbe dovuto vedere come ospite il suo rivale politico di destra, Gianfranco Fini. Questo piccolo compromesso sulla pluralità giunge proprio nel momento in cui Berlusconi ha provocato l’indignazione facendo causa contro due giornali di sinistra per “diffamazione”. Una manifestazione per la libertà di stampa è prevista per sabato 19 settembre a Roma.
Proprietario di tre canali (Mediaset) e di un gruppo editoriale, neanche in Rai il presidente del consiglio incontra molte resistenze. Ne ha nominato, infatti, direttamente i principali dirigenti, ad eccezione di quelli del terzo canale (Rai 3), tradizionalmente scelti dalla sinistra. Questa spartizione della televisione pubblica tra destra e sinistra viene denunciata dall’opposizione che, però, quando era al potere, sapeva adattarvisi benissimo…
“Strappo alle regole della concorrenza”
Mercoledì, la commissione di sorveglianza della Rai doveva rievocare questo “strappo alle regole della concorrenza”, insieme alle altre minacce, presenti all’interno della azienda audiovisiva pubblica, che pesano sulla circolazione e sulla pluralità dell’informazione.
Su Rai Uno, due finestre informative sono stati semplicemente soppresse per far posto alla lunga – lunghissima – messa in onda dell’elezione di Miss Italia.
Su Rai Due, incombono ancora delle incertezze sul programma polemico settimanale “Annozero”, condotto da Michele Santoro. Il contratto di uno dei collaboratori, il giornalista d’inchiesta Marco Travaglio, non è stato ancora presentato, nonostante la prima puntata sia prevista per il 24 settembre. Infine, su Rai 3, i collaboratori della trasmissione d’inchiesta “Report” non hanno ottenuto garanzia di ricevere un’assistenza giuridica da parte della rete.
Philippe Ridet (Roma, corrispondente)
Da LeMonde. Fr, 16/09/2009, ore 16:06
Traduzione Carmine Valentino

