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Notte fonda per la verità…

Pubblicato da valeand su gennaio 19, 2010

Vi segnalo questo articolo di Toni Mira uscito sul numero di Gennaio del mensile “La nuova ecologia”. L’articolo è emblematico di come il sistema mafioso sia ormai parte integrante delle istituzioni, soprattutto in Campania.

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Piccola clip di presentazione del documentario in produzione

Pubblicato da valeand su dicembre 27, 2009

Ringrazio la Prof. Pavone per la voce ed il testo

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Abbattimenti immobili abusi Afragola in zona San Marco

Pubblicato da valeand su dicembre 19, 2009

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Denuncia disservzio prelievo e smaltimento ingombranti ad Afragola

Pubblicato da valeand su dicembre 12, 2009

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Alla ricerca del verde perduto

Pubblicato da valeand su novembre 11, 2009

Municipio_Afragola

Gli afragolesi da qualche tempo stanno riscoprendo la bellezza di passeggiare a piedi o fare attività sportiva in un luogo pieno di verde, senza essere infastiditi da motorini o automobili. Fin qui niente di strano, anzi, finalmente si sta riscoprendo un’abitudine sana e costruttiva, da troppo tempo messa al bando dalla cittadinanza stessa. L’anomalia sta nel fatto che le persone sono costrette a spostarsi nel Comune di Cardito, più precisamente nella villa comunale costruita qualche anno fa. Afragola potenzialmente ha lo spazio per creare zone verdi adatte ad ospitare mamme con passeggini, sportivi, ragazzi, ed adulti che vogliono passare qualche ora evitando lo smog del centro. Le istituzioni afragolesi sembrano cieche dinnanzi a questa esigenza impellente dei cittadini, si pensa solo a sistemare nuovi centri commerciali ed attività utili ad un numero ristretto di persone. Ci sono, all’interno della città, luoghi praticamente già pronti per diventare spazio verde a disposizione di tutti, come quello situato alle spalle dello stadio comunale “Luigi Moccia”, dove era iniziato il progetto per il polo per i servizi alle imprese. In quella zona, intorno all’edificio che dovrebbe ospitare la sede del polo, era stato predisposto uno spazio con un prato e un marciapiede per passeggiare senza l’incubo delle automobili. Purtroppo il progetto si è arenato e l’area è stata lasciata all’incuria ed alle intemperie senza essere completata. Oggi chi costeggia questo spazio può notare solo erbacce e rifiuti gettati ovunque: inoltre erano state inserite delle lastre in plexiglass colorate che sono state distrutte da atti vandalici. Leggi il seguito di questo post »

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Il cinema a scuola

Pubblicato da valeand su ottobre 19, 2009

Ecco altri due spot girati insieme ai ragazzi della scuola Virgilio IV di Scampia

Solo quando ballo

I sogni dello zaino

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Spot finalista al Marano Spot Festival 2009

Pubblicato da valeand su ottobre 19, 2009

Girato insieme ai ragazzi della scuola Virgilio IV di Scampia (Na)

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L’Italia vista dal mondo: Sant’Ambrogio, l’ultima arma di Dario Fo

Pubblicato da valeand su ottobre 18, 2009

fo_rame

Lui, 83 anni si stava dedicando alle lezioni sull’arte drammatica ; lei, 80 anni, è stata europarlamentare. Per il loro ritorno sulla scena, al Teatro Piccolo di Milano, la loro città, Dario Fo e sua moglie, Franca Rame, hanno scelto di reinterpretare la figura del santo fondatore del capoluogo lombardo, in uno spettacolo intitolato Sant’Ambrogio e l’invenzione di Milano (dal 6 all’11 ottobre). Ma forse sarebbe meglio dire Milano e l’invenzione di Sant’Ambrogio…

Perché per Dario Fo e sua moglie, che già in passato sono stati bersaglio della Chiesa, Sant’Ambrogio (versi 340-397) non sarebbe altri che l’inventore dell’espressione “solo il furto ha fatto nascere la proprietà privata”. “Un vero e proprio comunista ante litteram”, come ha rivelato al quotidiano milanese Il Corriere della Sera. Ma per il drammaturgo, instancabile detrattore di Silvio Berlusconi, la cosa più bella è il fatto che alcuni elementi biografici di Sant’Ambrogio riecheggiano un po’ la situazione attuale del presidente del Consiglio, nato a Milano ed ingarbugliato in alcuni scandali privati di cui si rifiuta di ammettere l’esistenza. Leggi il seguito di questo post »

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L’Italia vista dal mondo: Il Parlamento italiano approva un controverso provvedimento di amnistia fiscale

Pubblicato da valeand su ottobre 18, 2009

scudo_fiscaleIl Sole 24 Ore, il grande quotidiano economico italiano sostenuto dalla Confindustria, ha pubblicato lunedì 5 ottobre una “Guida all’amnistia fiscale”. Che sembra destinata al successo, dopo che, venerdì, il Parlamento ha approvato definitivamente un controverso provvedimento di amnistia. Pagando una tassa del 5%, gli italiani potranno rimpatriare capitali, immobili, titoli finanziari, yacht e gioielli. Inoltre, lo Stato amnistia anche alcuni reati come il falso in bilancio. Gli intermediari finanziari non saranno più obbligati, in caso di sospetto riciclaggio di denaro, ad avvertire le autorità.

« Abbiamo un sacrosanto bisogno di soldi » per la salute e la ricerca, ha spiegato Silvio Berlusconi prima del voto, difendendone il “realismo”, mentre la sinistra, l’Associazione nazionale dei magistrati ed il settimanale cattolico Famiglia Cristiana denunciano “lo Stato mafioso”, un “vergognoso regalo” ai truffatori e un “insulto alle persone oneste”.

La guardia di finanza stima in 300 miliardi di euro l’ammontare dei patrimoni transalpini all’estero, di cui 125 sarebbero in Svizzera (soprattutto nelle banche della zona di Lugano), 86 in Lussemburgo e… 2 miliardi nella Repubblica di San Marino. Il ministro dell’economia, Giulio Tremonti, ha giustificato così il colpo di spugna giudiziario: “Non si poteva correre il rischio che per gli imprenditori fraudolenti, il ricorso all’amnistia fosse sinonimo di un’autodenuncia, che equivarrebbe ad una forma di suicidio”. Secondo la stampa italiana, la frode fiscale è praticata soprattutto dagli abitanti della laboriosa Italia settentrionale.

Durante il primo voto alla Camera, alcuni parlamentari di sinistra avevano abbandonato l’Emiciclo per protestare contro il provvedimento. Alcuni non esitano a definire l’Italia meno virtuosa “del cartello di Medellin”… Giovedì, l’ex giudice Antonio Di Pietro, leader del partito dell’Italia dei Valori, si è travestito da mafioso da operetta (con coppola e sigaro) per denunciare un “assegno in bianco” alla criminalità organizzata. Ironia della sorte, se l’opposizione fosse stata al completo per il voto definitivo di venerdì, avrebbe potuto bocciare il provvedimento.

Resta da sapere quanto esso renderà allo Stato italiano, che è il più indebitato d’Europa. Le due amnistie precedenti (2000 e 2002) avevano fruttato due miliardi di euro. Tremonti si rifiuta di fare previsioni, spiegando che la somma di 300 miliardi di evasione non può essere considerata come base di calcolo. “In questa cifra” ha dichiarato “ sono compresi fondi prodotti dalle attività criminali che non rientreranno mai in Italia, con o senza amnistia”. Una buona sorpresa per il governo: l’intensificazione della lotta contro l’evasione decisa qualche mese fa ha permesso al fisco di rimettere le mani su quasi 4 miliardi di euro.

Philippe Ridet

Da LeMonde.fr, 05/10/2009, ore 15,41.

Traduzione Carmine Valentino

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L’Italia vista dal mondo: Italia, si esasperano le tensioni tra Berlusconi ed i media ribelli

Pubblicato da valeand su ottobre 18, 2009

santoro_travaglio2Decine, se non centinaia di migliaia di manifestanti erano attesi, nel pomeriggio di sabato 3 ottobre in Piazza del Popolo a Roma, per rispondere all’appello “in difesa della libertà d’informazione” lanciato dalla Federazione nazionale della stampa. Erano previste mobilitazioni anche in un’altra dozzina di città italiane ed europee, tra cui Londra, Parigi e Bruxelles.

Per Roberto Natale, presidente della Federazione nazionale della stampa, che è un sindacato di giornalisti italiani “l’atmosfera si è fatta pesante per il sistema dell’informazione”. La libertà sarebbe in pericolo, come farebbero temere le limitazioni alla pubblicazione di informazioni in materia di procedimenti giudiziari che il Parlamento si appresta a votare, ma soprattutto i ripetuti attacchi contro i giornali da parte di Silvio Berlusconi, il presidente del Consiglio, sempre più impegolato nello scandalo legato alle sue frequentazioni di minorenni e squillo.

Tutto è partito dai sffuoi « inviti », rivolti agli investitori pubblicitari, a boicottare i giornali che danno fastidio, per passare quindi alle ingiurie nei confronti dei giornalisti definiti “farabutti” ed alla decisione di citare in giudizio i quotidiani La Repubblica e L’Unità. Il primo è stato reputato colpevole di aver pubblicato, ogni giorno, dieci domande scaturite dall’interpretazione del caso fatta da Berlusconi e dall’assenza di risposte riguardo alla sua “malattia”, denunciata dalla sua stessa moglie, Veronica Lario. Ma, dopo il crescendo di avvertimenti alla carta stampata di quest’estate, l’autunno si annuncia come un vortice di minacce, volte a mettere in riga le trasmissioni televisive che, dopo la pausa estiva, hanno fatto approfondimenti sullo scandalo.

Come nel caso, giovedì sera, di « Anno Zero », una trasmissione di Rai 2. Il giornalista Michele Santoro – che già una volta era stato cacciato per volontà di Berlusconi per poi essere reintegrato dalla giustizia – ha tenuto duro, malgrado gli avvertimenti del Cavaliere. E così, più di sette milioni di telespettatori hanno potuto seguire sui loro teleschermi il racconto di alcune ragazze che rievocavano i cachet ricevuti per passare le loro serate con il presidente del Consiglio. E, per la prima volta, compariva in diretta sugli schermi televisivi italiani Patrizia D’Addario, la squillo che ha trascorso una notte con il Cavaliere prima di essere candidata per una lista berlusconiana al consiglio comunale di Bari. Il momento clou della trasmissione è stato raggiunto quando lei ha affermato che Silvio Berlusconi “sapeva qual era il mio mestiere”, cosa che il Cavaliere ha sempre negato. In un paese in cui il Censis, un istituto di ricerche, spiega che il 70% delle persone formano la propria opinione attraverso la televisione, una trasmissione del genere può avere una certa influenza. Mentre il caso delle squillo e delle minorenni ha fatto il giro del mondo, i telespettatori italiani avevano, fino ad ora, potuto farsene solo una vaga idea. Nel mirino dell’opposizione c’è il direttore del telegiornale di Rai 1, Augusto Minzolini – voluto a ricoprire tale incarico proprio dal Cavaliere – che è riuscito nell’impresa di parlarne solo a mezza voce. Leggi il seguito di questo post »

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